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Calcolo Esatto

Ritenuta d'acconto

Dal compenso lordo al netto che ti arriva, e al contrario: se sai quanto vuoi incassare, quale imponibile devi scrivere in fattura.

Formula in chiaro 1 fonte ufficiale Verificato il 1 settembre 2026 Segnala un errore

Ritenuta d'acconto

Esempio di calcolo
Compenso imponibile 1.000,00 €
Aliquota della ritenuta 20,00 %
Netto che ti arriva 800,00 €
Ritenuta trattenuta 200,00 €
Quanto resta, in percentuale 80,00 %

Esempio calcolato dal nostro motore il 1 settembre 2026.

Come calcoliamo questa pagina

Metodo

netto_a_pagare = imponibile * (1 - aliquota_ritenuta)

Il committente trattiene il 20 % del compenso e lo versa all'erario per conto tuo: è un anticipo sull'IRPEF che pagherai in dichiarazione, non una tassa in più. La pagina funziona in tutti i versi — dal compenso al netto, ma anche dal netto che vuoi incassare all'imponibile da scrivere in fattura.

Cosa non fa
  • Il 20 % è l'aliquota dell'articolo 25 per il lavoro autonomo. Le provvigioni degli agenti seguono l'articolo 25-bis, con una base ridotta.
  • La ritenuta si calcola sull'imponibile, cioè prima dell'IVA e dopo l'eventuale rivalsa previdenziale, che segue regole sue.
  • Nel regime forfettario la ritenuta non si applica: chi lo adotta lo scrive in fattura.
  • Non è una tassa in più: è un acconto. In dichiarazione si sottrae dall'IRPEF dovuta, e se hai versato più del dovuto ti torna indietro.

Esempi svolti

Mille euro di compenso

Compenso imponibile 1.000,00 € Aliquota della ritenuta 20,00 % Netto che ti arriva 800,00 €

La ritenuta è 200 euro e ne arrivano 800. I 200 non sono persi: il committente li versa a tuo nome e in dichiarazione li scomputi dall'IRPEF.

Al contrario: voglio incassare 800 euro netti

Aliquota della ritenuta 20,00 % Netto che ti arriva 800,00 €

L'imponibile da scrivere in fattura è 1.000 euro. Attenzione all'errore comune: non si aggiunge il 20 % agli 800, si divide per 0,80. Aggiungendo il 20 % verrebbero 960, e ne incasseresti 768.

I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.

Perché non si aggiunge il venti per cento

È l'errore che si fa scrivendo la prima fattura. Se vuoi incassare 800 euro netti, l'imponibile non è 800 più il 20 %, cioè 960: su 960 la ritenuta sarebbe 192 e incasseresti 768. L'imponibile giusto è 800 diviso 0,80, cioè 1.000. La differenza fra le due strade cresce con l'aliquota, ed è la stessa asimmetria per cui uno sconto del 20 % non si annulla con un rincaro del 20 %.

Un acconto, non una tassa

La ritenuta d'acconto non aumenta di un euro quello che devi allo Stato: sposta solo il momento in cui lo paghi. Il committente agisce da sostituto d'imposta, versa per tuo conto, e in dichiarazione quell'importo si sottrae dall'IRPEF calcolata sul reddito complessivo. Chi ha un'imposta finale più bassa delle ritenute subite riceve un rimborso.

La conseguenza pratica è che la ritenuta non va messa fra i costi: è liquidità anticipata, non spesa.

Quando non si applica

Nel regime forfettario, che ha un'imposta sostitutiva e non l'IRPEF: chi lo adotta lo dichiara in fattura e il committente non trattiene niente. E non si applica alle prestazioni rese nell'esercizio di impresa, che seguono un'altra strada.

Domande frequenti

La ritenuta si calcola anche sull'IVA?

No, solo sull'imponibile. L'IVA si aggiunge dopo e non entra nella base della ritenuta.

E la rivalsa previdenziale del 4 %?

Dipende dalla cassa: per la gestione separata INPS entra nell'imponibile e quindi subisce la ritenuta, per molte casse professionali no. È il punto su cui conviene chiedere al proprio ordine.

Quando la rivedo?

In dichiarazione dei redditi, dove si sottrae dall'IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l'imposta, la differenza è un credito.