Montante contributivo
Quanto si accumula sul conto previdenziale: l'aliquota che costruisce il montante è il 33 %, non il 9,19 % che si vede in busta.
Formula in chiaro 2 fonti ufficiali Verificato il 1 settembre 2026 Segnala un errore
Montante contributivo
| Reddito annuo | 30.000,00 € |
|---|---|
| Aliquota di computo | Dipendente — 33 % |
| Anni di contributi | 35 anni |
| Rivalutazione media annua | 2,00 % |
| Montante contributivo | 494.945,33 € |
| Contributo di un anno | 9.900,00 € |
| Contributi previdenziali versati | 346.500,00 € |
| Quanto ci ha messo la rivalutazione | 148.445,33 € |
Esempio calcolato dal nostro motore il 1 settembre 2026.
Come calcoliamo questa pagina
Regole in vigore nel 2026. Il montante è il conto previdenziale personale: ogni anno ci finisce il reddito moltiplicato per l'ALIQUOTA DI COMPUTO, e quello che c'è già si rivaluta al tasso di capitalizzazione. L'ordine conta ed è scritto nella legge: la rivalutazione si applica al 31 dicembre di ogni anno CON ESCLUSIONE DEI CONTRIBUTI DELLO STESSO ANNO. I contributi del 2026 entrano nel montante ma nel 2026 non si rivalutano, e chi rivaluta anche l'ultimo anno ottiene un montante più alto di quello vero.
- L'aliquota di computo NON è quella che vedi in busta. Un dipendente paga il 9,19 % a suo carico, ma sul montante gli si accredita il 33 %: la differenza la versa il datore di lavoro. È il primo equivoco di chi prova a rifare il conto da solo.
- Il tasso di capitalizzazione è la variazione media quinquennale del PIL NOMINALE calcolata dall'ISTAT. Per il 2026 è il 4,0445 %, ma è un dato che cambia ogni anno: il campo qui propone il 2 %, che è un'IPOTESI di lungo periodo nostra, non un dato ufficiale.
- Il conto assume reddito costante e tasso costante per tutti gli anni. Nessuna carriera è così: serve a vedere l'ordine di grandezza e il peso della rivalutazione, non a produrre il tuo montante esatto, che sta sul portale INPS.
- Non tiene conto del massimale contributivo, che per chi ha iniziato a versare dopo il 1995 ferma l'accredito oltre 122.295 euro di reddito.
Esempi svolti
Trentamila euro l'anno per trentacinque anni
Reddito annuo 30.000,00 € Aliquota di computo Dipendente — 33 % Anni di contributi 35 anni Rivalutazione media annua 2,00 % Montante contributivo 494.945,33 €
Ogni anno finiscono sul conto 9.900 euro, che in trentacinque anni fanno 346.500 di contributi. Con una rivalutazione media del 2 % il montante arriva a 494.945,33: la rivalutazione da sola ha aggiunto 148.445,33 euro, quasi il 30 % del totale.
Gli stessi contributi con un punto di rivalutazione in meno
Reddito annuo 30.000,00 € Aliquota di computo Dipendente — 33 % Anni di contributi 35 anni Rivalutazione media annua 1,00 % Montante contributivo 412.436,73 €
Con l'1 % il montante scende a 412.436,73 e la rivalutazione porta 65.936,73 invece di 148.445,33. Sono 82.508,60 euro di differenza per un solo punto percentuale, a parità di contributi versati: uscendo a 67 anni vuol dire 4.627,08 euro di pensione lorda in meno ogni anno.
I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.
La riga che quasi tutti sbagliano
L'articolo 1 comma 9 della legge 335 del 1995 dice che la contribuzione «è rivalutata su base composta al 31 dicembre di ciascun anno, con esclusione della contribuzione dello stesso anno». Sembra un dettaglio contabile e vale un anno intero di rendimento su tutta la carriera. Nel linguaggio della matematica finanziaria è la differenza fra una rendita posticipata e una anticipata, e su trentacinque anni al 2 % sposta il montante di quasi diecimila euro.
Questa pagina usa la forma posticipata. Il verificatore in Python rifà lo stesso conto anno per anno con un ciclo, invece che con la formula chiusa: se una delle due strade sbagliasse verso, i due risultati divergerebbero e il test lo direbbe.
Nominale, non reale
Il tasso è la media quinquennale del PIL NOMINALE, cioè inflazione compresa. È il motivo per cui negli anni di prezzi alti i montanti sono cresciuti molto più dell'economia vera: il coefficiente per il 2026 è 1,040445, oltre quattro punti, in un periodo in cui il PIL reale è cresciuto assai meno. È una protezione che nel contributivo funziona all'indietro rispetto a come ce la si immagina — protegge chi accumula, non chi già percepisce.
Il 33 % non è tutto tuo, ma è tutto sul tuo conto
Del 33 % che alimenta il montante di un dipendente, 9,19 punti li trattiene la busta paga e il resto lo versa l'azienda. Sul conto previdenziale però arrivano tutti e 33: la distinzione fra chi paga cosa conta per il costo del lavoro, non per la pensione. Chi sta nella gestione separata come professionista ha invece il 25 %, e versa tutto lui: a parità di reddito accumula un terzo in meno di montante.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra aliquota di computo e di finanziamento?
Quella di finanziamento è quanto si versa in tutto; quella di computo è quanto viene accreditato sul montante. Per i dipendenti coincidono al 33 %. Nella gestione separata no: si versa il 26,07 % ma se ne accreditano 25, perché la differenza paga maternità e altre tutele.
Il montante si può perdere?
No. È un conto figurativo intestato a te e resta lì anche se cambi lavoro o smetti di versare. Quello che si può perdere è il diritto alla pensione, che richiede un minimo di anni di contributi.
Perché il mio montante INPS è diverso da questo?
Perché il tuo reddito non è stato costante e i tassi di capitalizzazione degli anni passati sono quelli veri, non un'ipotesi. Questa pagina serve a capire come si muove il montante, non a sostituire l'estratto conto.