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Calcolo Esatto

Rendimento reale al netto dell'inflazione

Un investimento che rende il 4 % con l'inflazione al 3 % non rende l'1 %: rende un po' meno, e qui si vede quanto.

Formula in chiaro 2 fonti ufficiali Verificato il 31 agosto 2026 Segnala un errore

Rendimento reale al netto dell'inflazione

Esempio di calcolo
Rendimento nominale 4,00 %
Inflazione 3,00 %
Rendimento reale 0,971 %
Differenza semplice 1 %
Scarto dalla sottrazione 0,029 %

Esempio calcolato dal nostro motore il 31 agosto 2026.

Come calcoliamo questa pagina

Metodo

rendimento_reale = (1 + rendimento_nominale) / (1 + inflazione) - 1

Rendimento reale = (1 + nominale) / (1 + inflazione) − 1, che è la formula di Fisher. La sottrazione che si fa di solito — nominale meno inflazione — è un'approssimazione: accanto compare anche lo scarto fra le due, per vedere quando è trascurabile e quando no.

Cosa non fa
  • Il rendimento va messo al netto delle imposte, altrimenti il conto è ottimista: un 4 % lordo tassato al 26 % è un 2,96 % netto, e con l'inflazione al 3 % è già sotto zero.
  • L'inflazione da usare è quella futura, che non si conosce. Sul passato il conto è esatto, sul futuro è uno scenario.

Esempi svolti

Un investimento al 5 % con inflazione al 3 %

Rendimento nominale 5,00 % Inflazione 3,00 % Rendimento reale 1,942 %

La sottrazione dice 2 %, la formula esatta dice 1,942 %. Lo scarto è 0,058 punti, meno di sei centesimi: a questi livelli l'approssimazione va benissimo.

Un rendimento basso con inflazione alta

Rendimento nominale 2,00 % Inflazione 5,50 % Rendimento reale -3,318 %

Qui il reale è negativo: −3,318 %, contro il −3,500 % della sottrazione. L'investimento rende, il capitale cresce, e il potere d'acquisto scende di più del tre per cento l'anno.

I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.

Perché non basta sottrarre

Perché rendimento e inflazione agiscono su basi diverse: il rendimento cresce il capitale, l'inflazione erode il valore di quel capitale cresciuto. Il rapporto fra i due è la cosa esatta, la differenza è una scorciatoia. Sui numeri piccoli le due strade coincidono quasi — il primo esempio sbaglia di sei centesimi — mentre su inflazioni a due cifre la differenza diventa importante, ed è per questo che nei paesi ad alta inflazione la formula di Fisher si usa per intero.

Il numero da guardare è il reale netto

Un conto deposito al 4 % lordo, tassato al 26 %, rende il 2,96 % netto. Con l'inflazione al 3 % il rendimento reale è −0,04 %: hai più euro alla fine, e compri qualcosa meno di prima. È il conto che manca nella maggior parte delle decisioni di risparmio, e l'ordine giusto è sempre: prima le tasse, poi l'inflazione.

Chi lo usa davvero

Le banche centrali, perché il tasso reale è quello che determina se la politica monetaria è espansiva o restrittiva. E chiunque confronti un investimento di oggi con uno di dieci anni fa: un BTP al 7 % del 1995, con l'inflazione al 5,4 %, rendeva in termini reali meno di un BTP al 3,5 % di oggi con l'inflazione all'1,5 %.

Domande frequenti

Il rendimento reale può essere negativo?

Sì, e succede spesso. Ogni volta che il rendimento netto è sotto l'inflazione il capitale cresce in euro e cala in potere d'acquisto. È stato il caso di quasi tutta la liquidità italiana nel 2022 e 2023.

Devo mettere il rendimento lordo o netto?

Netto, se vuoi la risposta che ti riguarda. Il lordo serve solo a confrontare strumenti con la stessa tassazione.

Vale anche per la crescita dello stipendio?

Sì, ed è il modo giusto di leggere un aumento. Un aumento del 3 % con l'inflazione al 3 % è un aumento reale dello 0 %, non del 3.