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Calcolo Esatto

Rendimento netto di un conto deposito

Quanto resta davvero di un conto deposito: il tasso lordo è quello della pubblicità, il netto è quello che arriva sul conto.

Formula in chiaro 1 fonte ufficiale Verificato il 31 agosto 2026 Segnala un errore

Rendimento netto di un conto deposito

Esempio di calcolo
Capitale 20.000,00 €
Tasso lordo 3,00 %
Durata 3 anni
Ritenuta 26,00 %
Bollo 0,20 %
Netto finale 21.252,36 €
Interessi lordi 1.854,54 €
Imposta sugli interessi 482,18 €
Bollo totale 120,00 €
Interessi netti 1.252,36 €
Tasso netto annuo 2,02 %

Esempio calcolato dal nostro motore il 31 agosto 2026.

Come calcoliamo questa pagina

Metodo

netto_finale = capitale + capitale * ((1 + tasso_lordo) ^ anni - 1) * (1 - ritenuta) - capitale * bollo * anni

Gli interessi maturano sul capitale e si capitalizzano ogni anno. Su quello che matura si paga la ritenuta, e sul capitale si paga il bollo ogni anno: il tasso netto annuo è il lordo meno la ritenuta, meno il bollo.

Cosa non fa
  • Le aliquote sono campi con un valore proposto — 26 % di ritenuta, 0,2 % di bollo — perché sono numeri che cambiano per legge. Se cambiano, la pagina resta giusta e il valore va aggiornato.
  • I conti vincolati pagano gli interessi alla scadenza del vincolo, non ogni anno: su durate lunghe la capitalizzazione annua di questo conto è un'approssimazione favorevole.
  • Rompere il vincolo prima della scadenza fa perdere una parte o tutti gli interessi, secondo il contratto.
  • La garanzia del fondo interbancario copre fino a 100.000 euro per depositante e per banca.

Esempi svolti

Trentamila euro vincolati due anni al 3,5 %

Capitale 30.000,00 € Tasso lordo 3,50 % Durata 2 anni Ritenuta 26,00 % Bollo 0,20 % Netto finale 31.461,20 €

Gli interessi lordi sono 2.137 euro, ma il fisco ne prende 556 e il bollo altri 120: restano 1.461 euro netti. Il 3,5 % pubblicizzato diventa un 2,39 % effettivo.

Diecimila euro per cinque anni al 4 %

Capitale 10.000,00 € Tasso lordo 4,00 % Durata 5 anni Ritenuta 26,00 % Bollo 0,20 % Netto finale 11.503,23 €

Su cinque anni gli interessi lordi sono 2.167 euro e i netti 1.503: si chiude a 11.503. Il tasso netto annuo è 2,76 %, che con un'inflazione al 2,5 % lascia poco più di zero in termini reali.

I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.

Il tasso della pubblicità e quello che arriva

I conti deposito si pubblicizzano sempre al lordo. Fra quel numero e quello che vedi sul conto ci sono due prelievi: la ritenuta sugli interessi, che oggi è il 26 %, e l'imposta di bollo sul deposito, che è lo 0,2 % annuo del capitale. Il bollo è la voce che si dimentica, e su tassi bassi pesa in proporzione molto: su un conto all'1 % lordo, il bollo si porta via un quinto del netto.

Vincolato o libero

I conti vincolati pagano di più perché la banca sa per quanto tempo può contare su quei soldi. Il prezzo è la disponibilità: rompere il vincolo costa una parte o tutti gli interessi maturati. La regola pratica è vincolare solo la parte che sicuramente non serve, e tenere il fondo di emergenza su un conto libero.

Il confronto che conta è al netto e contro l'inflazione

Un conto deposito al 3 % lordo rende il 2,22 % netto per cento euro, tolto il bollo. Se l'inflazione nello stesso periodo è il 2,5 %, il potere d'acquisto è sceso: hai più euro e compri meno cose. Non è un motivo per non usarli — servono per la liquidità che deve restare liquida — ma il confronto giusto è quello reale, non quello nominale.

Domande frequenti

Il bollo si paga anche se il conto rende poco?

Sì. Lo 0,2 % si calcola sul capitale depositato, non sugli interessi, quindi si paga anche su un conto che rende zero. È la ragione per cui i conti deposito a tasso molto basso possono avere un rendimento netto negativo.

La ritenuta la trattiene la banca?

Sì, la banca agisce da sostituto d'imposta: gli interessi arrivano già netti e non vanno dichiarati.

I miei soldi sono al sicuro?

I depositi sono protetti fino a 100.000 euro per depositante e per banca dal sistema di garanzia dei depositi. Sopra quella soglia conviene distribuire su più istituti.