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Calcolo Esatto

Fondo di emergenza

Quanto mettere da parte per stare tranquilli, e in quanto tempo ci arrivi con quello che riesci ad accantonare.

Formula in chiaro 1 fonte ufficiale Verificato il 31 agosto 2026 Segnala un errore

Fondo di emergenza

Esempio di calcolo
Spese mensili 1.500,00 €
Mesi copertura 6
Gia accantonato 3.000,00 €
Versamento mensile 250,00 €
Obiettivo 9.000,00 €
Quanto manca 6.000,00 €
Mesi per arrivarci 24
Copertura attuale 2,0

Esempio calcolato dal nostro motore il 31 agosto 2026.

Come calcoliamo questa pagina

Metodo

L'obiettivo è le spese mensili moltiplicate per i mesi che vuoi coprire. Da quello che hai già messo da parte e da quello che riesci ad accantonare ogni mese esce il tempo che serve per arrivarci — arrotondato per eccesso, perché un mese a metà non copre niente.

Cosa non fa
  • Il conto si fa sulle SPESE mensili, non sullo stipendio: è quello che ti serve per vivere, non quello che guadagni.
  • Non tiene conto del rendimento di quello che accantoni, ed è voluto: un fondo di emergenza sta su un conto liquido, dove il rendimento è poco e la disponibilità è tutto.
  • Quanti mesi coprire dipende da quanto è stabile il reddito: tre per un dipendente a tempo indeterminato in una coppia con due redditi, sei o più per un autonomo o per un reddito unico.

Esempi svolti

Sei mesi di copertura, partendo da 2.000 euro

Spese mensili 1.400,00 € Mesi copertura 6 Gia accantonato 2.000,00 € Versamento mensile 300,00 € Obiettivo 8.400,00 €

L'obiettivo è 8.400 euro e ne mancano 6.400: a 300 euro al mese ci vogliono 22 mesi. I 2.000 già presenti coprono 1,4 mesi di spese, che è il numero da tenere a mente nel frattempo.

Partire da zero con un obiettivo più corto

Spese mensili 2.100,00 € Mesi copertura 3 Gia accantonato 0,00 € Versamento mensile 400,00 € Obiettivo 6.300,00 €

6.300 euro da costruire da zero, sedici mesi a 400 al mese. Puntare a tre mesi invece che a sei è la scelta giusta quando si comincia: un obiettivo raggiungibile in poco più di un anno si raggiunge, uno a tre anni si abbandona.

I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.

Serve prima di qualunque investimento

Non perché renda — non rende niente — ma perché è quello che impedisce a un imprevisto di diventare un debito. Senza cuscinetto, una caldaia rotta si paga a rate o con la carta di credito, a tassi che annullano il rendimento di qualunque investimento fatto nel frattempo. È la ragione per cui in ogni ordine di priorità finanziaria il fondo di emergenza viene prima del piano di accumulo.

Quanti mesi

Tre mesi è il minimo per chi ha un reddito stabile e un'altra entrata in casa. Sei mesi è lo standard per un reddito unico o per un lavoro autonomo, dove fra la fine di un incarico e l'inizio del successivo può passare parecchio. Dodici mesi ha senso in situazioni particolari — un settore in crisi, una malattia in famiglia, un reddito molto stagionale — e sotto quelle circostanze non è eccesso di prudenza.

Dove tenerlo

Su un conto liquido e separato da quello delle spese correnti. Separato perché quello che si vede si spende, liquido perché il momento in cui serve è per definizione il momento in cui non si può aspettare la scadenza di un vincolo. Un conto deposito svincolabile va bene, uno vincolato a trentasei mesi no: perderesti gli interessi proprio quando ti serve, e l'avresti costruito per quello.

Domande frequenti

Si calcola sulle spese o sullo stipendio?

Sulle spese. Coprire sei mesi di stipendio quando ne spendi due terzi significa mettere da parte metà più del necessario, e allontanare l'obiettivo di mesi.

Posso investirlo per non lasciarlo fermo?

La perdita di potere d'acquisto è reale, ma un fondo di emergenza investito in qualcosa che oscilla può valere meno proprio quando serve. La soluzione ragionevole è un conto liquido remunerato: poco rendimento, disponibilità immediata.

Ho un fido sul conto, mi basta quello?

No: un fido è debito, con un tasso spesso alto. Serve a coprire uno scoperto di pochi giorni, non a sostituire una riserva.