Interesse composto
Quanto diventa un capitale lasciato a rendere, con gli interessi che maturano sugli interessi. Funziona anche al contrario: dal capitale finale ricava il rendimento.
Formula in chiaro Verificato il 30 agosto 2026 Segnala un errore
Interesse composto
| Capitale iniziale | 10.000,00 € |
|---|---|
| Rendimento annuo | 5,00 % |
| Durata | 10,0 anni |
| Capitale finale | 16.288,95 € |
| Interessi maturati | 6.288,95 € |
Esempio calcolato dal nostro motore il 30 agosto 2026.
Come calcoliamo questa pagina
montante = capitale * (1 + tasso)^anni
Capitalizzazione composta annuale: il montante è il capitale moltiplicato per uno più il tasso, elevato al numero di anni.
Calcolo aritmetico: non dipende da tabelle o normative esterne.
- Non tiene conto di imposte, inflazione e costi di gestione.
- Ipotizza un rendimento costante: nella realtà i mercati non lo sono.
Esempi svolti
Diecimila euro al 5 % per vent'anni
Capitale iniziale 10.000,00 € Rendimento annuo 5,00 % Durata 20,0 anni Capitale finale 26.532,98 €
26.533 euro. Con l'interesse semplice sarebbero stati 20.000: la differenza di 6.533 euro è tutta prodotta dagli interessi che a loro volta hanno fruttato.
Gli stessi soldi per dieci anni
Capitale iniziale 10.000,00 € Rendimento annuo 5,00 % Durata 10,0 anni Capitale finale 16.288,95 €
16.289 euro. Nella seconda decade il capitale è cresciuto di 10.244 euro contro i 6.289 della prima: è la stessa percentuale su una base più grande, ed è per questo che il tempo conta più del tasso.
I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.
Gli interessi che fanno interessi
Nell'interesse composto ogni anno il rendimento si calcola sul capitale già cresciuto, non su quello iniziale. La formula è capitale per uno più il tasso, elevato al numero di anni: è la stessa struttura di una crescita esponenziale.
La differenza con l'interesse semplice è nulla sul primo anno e diventa enorme sul lungo periodo. Al 5 % per vent'anni, il semplice raddoppia il capitale, il composto lo moltiplica per 2,65.
Il tempo conta più del tasso
Diecimila euro al 5 % per trent'anni valgono più di diecimila al 7 % per vent'anni. È l'argomento più forte a favore del cominciare presto, e vale molto più di qualunque scelta di prodotto.
Per una stima a mente degli anni di raddoppio c'è la regola del 72, che ha una pagina sua: al 6 % circa dodici anni, all'8 % nove.
Quello che il conto non comprende
Non ci sono tasse, inflazione né costi di gestione, e sono tre voci che su vent'anni cambiano tutto. In Italia le rendite finanziarie sono tassate al 26 %, i titoli di Stato al 12,5 %.
L'inflazione va sottratta dal tasso per ragionare in potere d'acquisto: un 5 % nominale con inflazione al 2 % è un 3 % reale. E un punto di costi annui, su trent'anni, si mangia circa un quinto del capitale finale.
Il rendimento costante non esiste
La formula presuppone che ogni anno renda uguale. Nessun mercato lo fa: fa +20 e −15, e la successione dei rendimenti conta, non solo la loro media.
Il conto serve a capire l'ordine di grandezza della crescita composta, non a prevedere un risultato.
Domande frequenti
Perché si dice che è l'ottava meraviglia?
Perché la crescita non è una retta ma una curva: gli interessi producono interessi. Mille euro al 7 % diventano 1.967 in dieci anni e 7.612 in trenta — nel triplo del tempo, quasi quattro volte tanto.
In quanti anni raddoppia?
Una stima a mente è 72 diviso il tasso: al 6 % circa dodici anni, all'8 % nove. C'è una pagina apposta sulla regola del 72, che dà anche il valore esatto.
Il risultato tiene conto dell'inflazione?
No, e la differenza non è piccola: al 5 % nominale con inflazione al 2 % il rendimento reale è circa il 3 %. Per ragionare sul potere d'acquisto va inserito direttamente il tasso reale.
E le tasse?
Nemmeno quelle. In Italia le rendite finanziarie sono tassate al 26 %, i titoli di Stato al 12,5 %, e la ritenuta si applica al momento del realizzo: il capitale finale al netto è sensibilmente più basso.