Interesse composto con capitalizzazione
Il capitale finale quando gli interessi maturano più volte l'anno: annuale, semestrale, trimestrale o mensile.
Formula in chiaro Verificato il 30 agosto 2026 Segnala un errore
Interesse composto con capitalizzazione
| Capitale | 10.000,00 € |
|---|---|
| Tasso annuo | 5,00 % |
| Durata | 10 anni |
| Capitalizzazione | Mensile |
| Capitale finale | 16.470,09 € |
| Interessi | 6.470,09 € |
Esempio calcolato dal nostro motore il 30 agosto 2026.
Come calcoliamo questa pagina
montante = capitale * (1 + tasso / frequenza)^(anni * frequenza)
Montante = capitale × (1 + tasso/n)^(anni×n), dove n è quante volte l'anno gli interessi vengono capitalizzati. Con capitalizzazione annuale n vale 1, con quella mensile 12: più spesso si capitalizza, più il montante cresce, ma sempre meno.
Calcolo aritmetico: non dipende da tabelle o normative esterne.
- Presuppone un tasso costante per tutta la durata, che nella realtà non esiste. Serve a capire l'ordine di grandezza, non a prevedere un risultato.
- Non comprende costi di gestione, imposta di bollo e tassazione sul capital gain, che in Italia erodono una parte non piccola del rendimento.
Esempi svolti
Capitalizzazione annuale
Capitale 10.000,00 € Tasso annuo 5,00 % Durata 10 anni Capitalizzazione Annuale Capitale finale 16.288,95 €
16.289 euro con gli interessi accreditati una volta l'anno.
La stessa cosa con capitalizzazione mensile
Capitale 10.000,00 € Tasso annuo 5,00 % Durata 10 anni Capitalizzazione Mensile Capitale finale 16.470,09 €
16.470 euro: 181 in più, a parità di tasso nominale. Accreditare più spesso fa fruttare prima gli interessi, ed è il motivo per cui esiste il TAE accanto al TAN.
I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.
Ogni quanto si accreditano gli interessi
La frequenza di capitalizzazione dice quante volte l'anno gli interessi si aggiungono al capitale e cominciano a fruttare a loro volta. A parità di tasso nominale, più è alta più il montante cresce.
Il salto grosso è fra annuale e mensile; da mensile a giornaliero la differenza è quasi impercettibile, e al limite si arriva alla capitalizzazione continua, che usa il numero di Nepero.
Tasso nominale e tasso effettivo
Il tasso nominale annuo — il TAN — non tiene conto della frequenza; il tasso effettivo — il TAE o TAEG per i crediti — sì, ed è quello che dice davvero quanto si guadagna o si paga.
Un 5 % nominale capitalizzato mensilmente è un 5,12 % effettivo. È il motivo per cui la legge impone di pubblicare il TAEG: confrontare due offerte sui soli tassi nominali non è possibile.
Dove conta davvero
Sui prestiti al consumo e sulle carte revolving, dove la capitalizzazione è mensile e i tassi sono alti, la differenza fra nominale ed effettivo diventa importante.
Sui depositi, con i tassi degli ultimi anni, la frequenza sposta pochi euro: è più importante guardare le spese di tenuta conto.
Domande frequenti
Conviene la capitalizzazione mensile o annuale?
A parità di tasso nominale, la mensile rende un po' di più: il 6 % capitalizzato mensilmente equivale a un 6,17 % annuo. Il guadagno però si esaurisce in fretta — fra mensile e giornaliera la differenza è di centesimi — e conta molto meno del tasso stesso.
Che differenza c'è fra tasso nominale ed effettivo?
Il nominale è quello dichiarato, l'effettivo tiene conto di quante volte l'anno si capitalizza. Un 6 % nominale con capitalizzazione mensile è un 6,17 % effettivo: è quello il numero da confrontare fra due offerte.