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Calcolo Esatto

Come dividere lo stipendio

La regola del 50-30-20 applicata al tuo stipendio: quanto alle spese fisse, quanto a quello che ti va, quanto da mettere via.

Formula in chiaro 1 fonte ufficiale Verificato il 31 agosto 2026 Segnala un errore

Come dividere lo stipendio

Esempio di calcolo
Reddito netto mensile 1.800,00 €
Quota bisogni 50,00 %
Quota desideri 30,00 %
Risparmio 360,00 €
Bisogni 900,00 €
Desideri 540,00 €
Quota risparmio 20,00 %
Risparmio in un anno 4.320,00 €

Esempio calcolato dal nostro motore il 31 agosto 2026.

Come calcoliamo questa pagina

Metodo

La regola del 50-30-20: metà dello stipendio alle spese necessarie, il 30 % a quelle che scegli, il 20 % a risparmio e debiti. Le due quote sono campi, così la regola si può adattare invece di prenderla o lasciarla; il risparmio è quello che resta.

Cosa non fa
  • È una regola pratica, non una legge: nata su redditi e costi della vita statunitensi, in città italiane dove l'affitto vale il 40 % del netto il 50 % ai bisogni non basta.
  • Si applica al reddito netto disponibile. Chi ha un reddito variabile deve usare la media dei mesi peggiori, non quella dei mesi buoni.
  • Il rimborso dei debiti sta nel 20 % insieme al risparmio, e viene prima: un debito al 9 % è un investimento al 9 % garantito.

Esempi svolti

Duemilaquattrocento euro con la regola classica

Reddito netto mensile 2.400,00 € Quota bisogni 50,00 % Quota desideri 30,00 % Risparmio 480,00 €

1.200 euro alle spese necessarie, 720 a quelle scelte, 480 al risparmio. Sono 5.760 euro l'anno, che è già un fondo di emergenza da tre mesi in poco più di un anno.

Un reddito più basso e un affitto che pesa

Reddito netto mensile 1.500,00 € Quota bisogni 60,00 % Quota desideri 25,00 % Risparmio 225,00 €

Con il 60 % ai bisogni restano 225 euro al mese da mettere via, cioè il 15 %. Sono 2.700 euro l'anno: meno della regola, ma il punto della regola non è il 20 esatto — è che quella quota esista e venga tolta per prima.

I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.

Cosa sta in quale categoria

Bisogni sono le spese che non puoi non fare: affitto o rata, bollette, spesa alimentare, trasporto per andare al lavoro, assicurazioni obbligatorie, rate di debiti già presi. Desideri è tutto il resto della spesa corrente: ristoranti, viaggi, abbonamenti, l'abbonamento in palestra che magari non usi. Il confine non è morale ed è meno ovvio di quanto sembri: una macchina può stare da entrambe le parti, e vale la pena decidere consapevolmente da quale.

Perché il risparmio va tolto per primo

Perché se resta per ultimo non resta. La formulazione originale della regola — pay yourself first — dice di spostare la quota di risparmio il giorno stesso dello stipendio, su un conto diverso, prima di cominciare a spendere. Non è una questione di disciplina ma di aritmetica del comportamento: le spese si adattano al saldo che vedi.

Quando le percentuali non tornano

Se i bisogni superano il 50 % non vuol dire che stai sbagliando: vuol dire che il costo fisso della tua vita è alto rispetto al reddito, e le leve sono due, aumentare il reddito o abbassare il costo fisso più grosso, che quasi sempre è la casa. Ridurre i desideri aiuta poco quando i bisogni sono al 70 %, e questa è l'informazione utile che esce dal conto.

Domande frequenti

Il mutuo è un bisogno o un debito?

La rata del mutuo sulla casa in cui vivi è un bisogno, sta nel 50 %. Nel 20 % ci vanno i rimborsi accelerati dei debiti, cioè quello che paghi in più rispetto alla rata dovuta.

E se ho un reddito irregolare?

Calcola le quote sul reddito dei mesi peggiori, non sulla media. Nei mesi buoni il di più va tutto nella quota di risparmio: è quello che rende sostenibile un reddito variabile.

Prima risparmiare o prima estinguere i debiti?

Prima un fondo di emergenza minimo, poi i debiti a tasso alto, poi il risparmio vero. Senza un cuscinetto il primo imprevisto ricrea il debito appena estinto.