Dallo stipendio lordo al netto
Ogni passaggio in chiaro: contributi, IRPEF, detrazioni, bonus e addizionali. Nessun numero magico — se i tuoi valori sono diversi dai nostri, li cambi e vedi il risultato cambiare.
Formula in chiaro 5 fonti ufficiali Verificato il 1 settembre 2026 Segnala un errore
Dallo stipendio lordo al netto
| Stipendio lordo annuo | 35.000,00 € |
|---|---|
| La tua categoria INPS | Dipendente privato, tempo indeterminato — 9,19 % |
| Addizionale regionale | 1,73 % |
| Addizionale comunale | 0,80 % |
| Detrazioni per familiari a carico | 0,00 € |
| Altri oneri detraibili | 0,00 € |
| Mensilità in un anno | 13 |
| Netto al mese | 1.995,18 € |
| Netto in un anno | 25.937,35 € |
| Contributi a tuo carico | 3.216,50 € |
| Imponibile fiscale | 31.783,50 € |
| IRPEF lorda | 7.688,56 € |
| Detrazione per lavoro dipendente | 1.646,52 € |
| Ulteriore detrazione (L. 207/2024) | 1.000,00 € |
| IRPEF netta | 5.042,03 € |
| Trattamento integrativo (ex bonus 100 €) | 0,00 € |
| Somma integrativa, esente (L. 207/2024) | 0,00 € |
| Addizionali regionale e comunale | 804,12 € |
| Quanto se ne va fra tasse e contributi | 25,89 % |
Esempio calcolato dal nostro motore il 1 settembre 2026.
Come calcoliamo questa pagina
Regole in vigore nel 2026. L'ordine dei passaggi è quello di legge e non si può cambiare: prima i contributi previdenziali a carico tuo, che si tolgono dal lordo; quello che resta è l'imponibile fiscale, su cui si calcola l'IRPEF a scaglioni; dall'imposta lorda si tolgono la detrazione per lavoro dipendente e l'ulteriore detrazione; infine si aggiungono le due misure che NON sono detrazioni e si tolgono le addizionali locali. Ogni passaggio compare come una riga a sé: se un numero non ti torna, vedi quale.
- Art. 11 TUIR, come modificato dall'art. 1 c. 3 della legge 30 dicembre 2025 n. 199 (bilancio 2026)
- Art. 13 TUIR — detrazioni per redditi di lavoro dipendente
- Legge 30 dicembre 2024 n. 207, art. 1 commi 4-9 — somma integrativa e ulteriore detrazione
- INPS, circolare n. 6 del 30 gennaio 2026 — minimali, massimale e prima fascia di retribuzione pensionabile
- Art. 3-ter D.L. 384/1992, convertito con L. 438/1992 — aliquota aggiuntiva dell'1 % oltre la prima fascia
- Le addizionali regionale e comunale sono campi. Non esiste una tabella unica interrogabile: cambiano da regione a regione e da comune a comune, con soglie di esenzione diverse. I tuoi valori stanno sull'ultima busta paga o sul 730.
- Le detrazioni per familiari a carico sono un campo unico, non un calcolo: dipendono da quanti sono, dall'età dei figli e dal reddito, e l'art. 12 del TUIR è cambiato di recente.
- Il trattamento integrativo è calcolato solo nel caso limpido, cioè imponibile fino a 15.000 euro. Fra 15.000 e 28.000 spetta in casi di incapienza che dipendono da quali altre detrazioni hai, e questa pagina non li tratta.
- Sopra 75.000 euro di reddito esiste un tetto alle spese detraibili, parametrato ai figli a carico, che qui non è modellato. Sopra 200.000 le detrazioni calano di 440 euro.
- È un conto annuo diviso per le mensilità. La busta paga vera distribuisce detrazioni e addizionali mese per mese e conguaglia a dicembre: il totale coincide, il singolo mese no.
- Non comprende premi di risultato a tassazione agevolata, fringe benefit, welfare aziendale e trasferte.
Esempi svolti
Trentacinquemila euro lordi, dipendente privato
Stipendio lordo annuo 35.000,00 € La tua categoria INPS Dipendente privato, tempo indeterminato — 9,19 % Addizionale regionale 1,73 % Addizionale comunale 0,80 % Mensilità in un anno 13 Netto al mese 1.995,18 €
Dal lordo se ne vanno 3.216,50 di contributi, restano 31.783,50 di imponibile. L'IRPEF lorda è 7.688,56, ma la detrazione da lavoro (1.646,52) e l'ulteriore detrazione (1.000) la portano a 5.042,03. Tolte le addizionali restano 25.937,35 l'anno, cioè 1.995,18 al mese su tredici mensilità. Fra tasse e contributi se ne va il 25,89 %.
Diciottomila euro: dove compare la somma integrativa
Stipendio lordo annuo 18.000,00 € La tua categoria INPS Dipendente privato, tempo indeterminato — 9,19 % Addizionale regionale 1,73 % Addizionale comunale 0,80 % Mensilità in un anno 13 Netto al mese 1.231,81 €
Qui l'imponibile è 16.345,80 e la detrazione da lavoro vale 2.976,81: l'IRPEF netta scende a 782,73. Compare la somma integrativa, 864 euro, che è il 4,8 % del lordo e NON è una detrazione — non abbassa l'imposta, si aggiunge al netto. Senza di essa il netto sarebbe 15.149,52 invece di 16.013,52.
I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.
Due misure che sembrano uguali e non lo sono
È il punto in cui quasi tutti i calcolatori danno il numero giusto e la spiegazione sbagliata. La legge di bilancio 2025 ha introdotto due cose diverse per i redditi bassi e medi. Fino a 20.000 euro di reddito complessivo spetta una SOMMA, che è una percentuale del reddito da lavoro — 7,1 %, 5,3 % o 4,8 % secondo la fascia — e che non concorre a formare il reddito: non tocca l'imponibile, non tocca l'imposta, si aggiunge in fondo. Sopra i 20.000 spetta invece una DETRAZIONE, fino a 1.000 euro, che abbassa l'imposta lorda come tutte le detrazioni.
Il totale torna anche mettendole insieme, ma il «perché» no: sono due righe diverse in questa pagina proprio per questo. Chi vuole capire come cambia il proprio netto guadagnando cento euro in più deve sapere quale delle due sta guardando — perché la prima sparisce di colpo sopra i 20.000 e la seconda comincia lì.
L'uno per cento che quasi nessuno conta
Oltre la prima fascia di retribuzione pensionabile, che nel 2026 è 56.224 euro, scatta un'aliquota aggiuntiva dell'1 % a carico del lavoratore. Su 70.000 euro di lordo sono 137,76 euro l'anno, che nessuno si aspetta e che fanno la differenza fra un conto che torna e uno che non torna. Al contrario, sopra il massimale di 122.295 euro i contributi si fermano: ma solo per chi è iscritto all'INPS dal 1° gennaio 1996.
Perché la busta paga non coincide mai al centesimo
Questa pagina fa un conto annuo e lo divide per le mensilità. Il sostituto d'imposta fa una cosa diversa: applica le detrazioni mese per mese in base a una previsione del reddito annuo, incassa le addizionali dell'anno precedente a rate, e a dicembre conguaglia. Il risultato dell'anno coincide, il singolo mese quasi mai — ed è il motivo per cui la busta di dicembre è sempre diversa dalle altre.
Perché ogni riga è modificabile
Un calcolatore di stipendio netto che dà un numero solo sta nascondendo una decina di ipotesi. Le nostre sono tutte in vista e tutte cambiabili: se il tuo CCNL prevede un'aliquota diversa, se la tua addizionale comunale è un'altra, se hai familiari a carico, il conto lo aggiusti tu e continua a essere corretto. È il contrario di un numero magico, ed è l'unico modo onesto di fare questa pagina.
Domande frequenti
Perché il risultato è diverso dalla mia busta paga?
Le cause più comuni sono tre: le addizionali proposte non sono le tue, hai detrazioni per familiari che qui valgono zero, oppure stai confrontando un mese con un dodicesimo del conto annuo. Il totale dell'anno dovrebbe coincidere.
Il lordo da inserire è quello del contratto?
Sì, la retribuzione annua lorda, comprese tredicesima e quattordicesima se ci sono. Il campo delle mensilità serve solo a dividere il netto, non a moltiplicare il lordo.
Che aliquota INPS devo scegliere?
Nove virgola diciannove per cento copre la gran parte dei dipendenti privati a tempo indeterminato. Sale al 9,49 % nelle aziende soggette alla cassa integrazione straordinaria, scende al 5,84 % per gli apprendisti. Sulla busta paga la trovi come quota a carico del lavoratore.
Vale anche per una partita IVA?
No: questa pagina è per il lavoro dipendente. Per il regime forfettario c'è una pagina sua, e la gestione separata ha aliquote e regole diverse.