Data di scadenza
La data che cade a un certo numero di giorni o di mesi da un'altra: scadenze a 30, 60 e 90 giorni, o a mesi esatti.
Formula in chiaro Verificato il 30 agosto 2026 Segnala un errore
Data di scadenza
| Data di partenza | 30 agosto 2026 |
|---|---|
| Giorni da aggiungere | 60 |
| Mesi da aggiungere | 2 |
| Scadenza a giorni | 20.755 |
| Scadenza a mesi | 20.756 |
| Che giorno cade (1 = lunedì) | 4 |
Esempio calcolato dal nostro motore il 30 agosto 2026.
Come calcoliamo questa pagina
A giorni è una somma. A mesi il giorno si accorcia al più vicino che esiste: il 31 gennaio più un mese è il 28 febbraio, non il 3 marzo. È la regola con cui si contano le scadenze.
Calcolo aritmetico: non dipende da tabelle o normative esterne.
- Le scadenze commerciali dicono spesso «30 giorni data fattura fine mese», che è un'altra cosa: si va a fine mese e da lì si contano i giorni.
- Se la scadenza cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, il pagamento slitta secondo le regole della banca.
Esempi svolti
Sessanta giorni dal 15 marzo 2026
Data di partenza 15 marzo 2026 Giorni da aggiungere 60 Mesi da aggiungere 2 Scadenza a giorni 20.587
A giorni si arriva al 14 maggio, a mesi al 15 maggio: due modi di dire «due mesi» che non coincidono. Conta quello che dice il contratto.
I numeri di questi esempi non sono scritti a mano: li calcola lo stesso motore della pagina, ogni volta che il sito viene pubblicato.
Giorni e mesi non sono la stessa cosa
Sessanta giorni e due mesi danno risultati diversi secondo il mese di partenza. La somma a mesi segue la regola civilistica: si va allo stesso giorno del mese di arrivo, accorciando al più vicino che esiste.
Il 31 gennaio più un mese è il 28 febbraio, non il 3 marzo.
«Data fattura fine mese»
È la formula più diffusa in Italia e la più fraintesa: prima si va alla fine del mese della fattura, poi si contano i giorni. Una fattura del 3 marzo con «30 giorni data fattura fine mese» scade il 30 aprile, non il 2 aprile.
Il calcolatore non la applica da solo: va fatto in due passaggi.
I termini di legge
Nelle transazioni commerciali il D.lgs. 231/2002 fissa in trenta giorni il termine ordinario di pagamento, estendibile a sessanta per accordo scritto. Oltre i sessanta servono ragioni oggettive e forma scritta.
Sui ritardi decorrono automaticamente gli interessi di mora, senza bisogno di messa in mora.
Se cade di festivo
Il pagamento slitta al primo giorno lavorativo utile. Il calcolatore riporta il giorno della settimana proprio per accorgersene, ma lo spostamento non lo fa: dipende dagli usi bancari e dal contratto.
Domande frequenti
Che cosa vuol dire «30 giorni data fattura fine mese»?
Che prima si va alla fine del mese della fattura, e da lì si contano i trenta giorni. Una fattura del 3 marzo scade il 30 aprile, non il 2 aprile: è la formula più diffusa in Italia e la più fraintesa.
Perché il 31 gennaio più un mese fa il 28 febbraio?
Perché il 31 febbraio non esiste, e la regola civilistica accorcia al giorno più vicino che esiste nel mese di arrivo. Non si sfora al 3 marzo.
E se la scadenza cade di domenica?
Il pagamento slitta al primo giorno lavorativo utile. Il calcolatore dà anche il giorno della settimana proprio per accorgersene, ma lo spostamento non lo fa: dipende dagli usi bancari e dal contratto.
Ci sono termini di legge?
Nelle transazioni commerciali il D.lgs. 231/2002 fissa in trenta giorni il termine ordinario, estendibile a sessanta per accordo scritto. Oltre, servono ragioni e forma scritta.